Olivia McAether
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Dear future X: tieniti il circo.

Un ex, il suo circo e una pace che non è più in trattativa.

Copertina ufficiale di Dear future X di Olivia McAether

Il titolo può trarre in inganno. Dear future X non è una lettera romantica a qualcuno che deve ancora arrivare. Nel testo c’è un ex, ci sono le sue scuse e c’è una voce che ha smesso di aspettare un nuovo episodio. In pratica: il circo può continuare, ma senza di me tra il pubblico.

Lo so, «hai chiuso» suona benissimo quando lo dici alle amiche. Nella pratica c’è sempre qualcuno che prova a rientrare con una frase che sembra nuova soltanto perché ha cambiato l’ordine delle parole. In questa canzone quella porta è già stata usata abbastanza.

Le parole belle e le scuse riciclate

All’inizio del testo una dichiarazione apparentemente lusinghiera viene smontata: sentirsi chiamare musa non basta, se poi diventi la scusa quotidiana di qualcun altro. È quel divario tra come una persona ti racconta e il posto che ti lascia davvero. Un complimento può essere bellissimo. Sarebbe ancora più interessante se avesse dei comportamenti allegati.

Più avanti, le scuse vengono trattate come una promozione: cambiano la confezione, ma il copione resta lo stesso. È un’immagine ironica molto precisa. Perché una richiesta di tornare non diventa automaticamente una novità solo perché è arrivata con un tono convincente. Anche il supermercato cambia le offerte; tu puoi comunque decidere che quella cosa non ti serve.

Il silenzio prende il suo spazio

Nel brano compaiono il numero bloccato, il silenzio e il contrasto tra chi continua a parlare e chi va avanti. Non è un’attesa strategica per farsi cercare. La voce del testo sta spostando l’attenzione su di sé, invece di preparare un’altra spiegazione per l’ex.

Questo è il lato che mi interessa: il silenzio smette di essere uno spazio vuoto da riempire. Non deve contenere un messaggio più intelligente, più lungo o meglio impaginato. Può semplicemente restare silenzio. È curioso quanto sembri difficile, dopo aver passato tanto tempo a scrivere risposte nella testa.

Il ritornello insiste sul guardarsi adesso, sulla trasformazione e sul prendere il volo. La persona che prima occupava tutta la scena viene ridimensionata. Il testo non chiede all’ex di approvare questa versione nuova: gli comunica che esiste già. Il reparto autorizzazioni è chiuso.

La pace non è un premio di consolazione

L’immagine del circo ritorna alla fine, insieme alla scelta di tenersi la propria pace. Non c’è bisogno di annunciare una nuova storia d’amore o un finale perfetto. C’è un confine: quello che appartiene all’ex può restare all’ex. La tranquillità, invece, non deve essere rimessa sul tavolo ogni volta che arriva una notifica.

Questa è la situazione raccontata da Dear future X. Il resto lo porta chi ascolta: puoi riconoscerti in un passaggio, sorridere a un’immagine oppure limitarti ad alzare il volume. Non devi compilare una dichiarazione sentimentale per ascoltare una canzone.

Qui sotto puoi sentire l’anteprima del brano. Le altre mie canzoni sono nella sezione Musica. E se ti ritrovi ancora nella fase in cui una frase richiede una riunione delle amiche, leggi Ho aperto la chat. Ho perso la pace. Per il momento in cui torni a camminare con le cuffie, invece, c’è Il concerto al supermercato.

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