Olivia McAether
ITEN
← Esplora il DumparioTOUR MONDIALE / TAPPA 02 · OLIVIA MCAETHER

Il concerto sotto la doccia. Il bis lo decide il boiler.

L’acustica mi dà ragione. Il bagnoschiuma ha presentato ricorso.

Il concerto sotto la doccia comincia sempre in modo molto sobrio. Entro per lavarmi, con un programma preciso e nessuna intenzione di esibirmi. Poi sento come rimbalza la mia voce sulle piastrelle e penso che qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente di questa scoperta. La doccia non si limita a migliorare l’acustica: ti fornisce una reputazione che fuori dal bagno non hai.

Parto con due note, giusto per provare. Alla terza ho già un pubblico immaginario, alla quarta sto ringraziando chi mi ha sostenuta fin dall’inizio. Il flacone dello shampoo è tra questi. È stato presente nei momenti difficili e non ha mai fatto commenti sul repertorio.

Il microfono promette volume

Prendo lo shampoo, lo avvicino alla bocca e faccio l’espressione di chi sta per raccontare qualcosa di molto personale. Poi mi ricordo che è aperto. Lo rimetto a posto. Il reparto tecnico dovrebbe controllare queste cose prima dell’inizio dello spettacolo, ma il reparto tecnico sono sempre io e in questo momento ha lo shampoo negli occhi.

Cantare una strofa intera è semplice finché conosco le parole. Quando le dimentico, passo a una vocalizzazione molto elaborata e guardo verso l’alto come se l’avessi scelta per ragioni artistiche. In realtà mi sono distratta leggendo il balsamo: «Hydroxypropyltrimonium Hydrolyzed Wheat Protein». È un ingrediente, ma ha la lunghezza della lista degli invitati a un matrimonio. Provo a infilarlo a tempo nella strofa. Quando arrivo a «Protein», il ritornello è già passato e il boiler ha chiesto una pausa.

La spugna pende immobile. La interpreto come un pubblico profondamente coinvolto. Il rasoio, invece, ha l’aria di chi è stato portato lì dalla fidanzata e spera che finisca presto.

La coreografia incontra il bagnoschiuma

A un certo punto la voce non mi basta più. Una mano sul cuore, la testa che gira, il braccio che cerca l’orizzonte e trova il miscelatore. In tre secondi passo da ballad sentimentale a spedizione polare. Interrompo l’acuto con un suono che nessuna scuola di canto ha ancora deciso di rivendicare.

Provo a spostare un piede per chiudere la scena con un passo elegante. Sotto c’è il bagnoschiuma e il pavimento ha un progetto diverso. Il mio ginocchio parte, il busto resta e una vertebra manda immediatamente una lettera di dimissioni. Mi aggrappo all’unica idea ragionevole rimasta: stare ferma. La coreografia viene cancellata. La dignità era già uscita durante la prova audio.

Da questo momento il concerto prosegue in versione acustica, immobile e leggermente offesa. Per dare intensità uso le sopracciglia. Sono l’unica parte del corpo che può fare una tournée senza coinvolgere un ortopedico.

La security ha bussato alla porta

Da fuori arriva «Hai quasi finito?». Io rispondo «Sì» con il tono di chi ha appena ricevuto una richiesta assurda nel pieno della carriera. È il problema dei concerti domestici: il pubblico non sa di essere pubblico. Crede di abitare lì e di avere diritto al bagno.

Il boiler, poi, decide che il repertorio è stato sufficiente. L’acqua cambia temperatura e il finale diventa improvvisamente molto breve. Esco con l’accappatoio, i capelli bagnati e la certezza che quella versione della canzone non verrà mai ripetuta. Soprattutto perché non saprei ricostruire le note emesse quando ho toccato il miscelatore.

Prima di questa tappa c’è stato il concerto al supermercato. Dopo, se il tour ottiene il permesso dalle mie ginocchia, arriva il tapis roulant con il ventilatore. Per scegliere la scaletta ci sono le mie canzoni; per altre decisioni discutibili, Raga, ho una teoria. Il bagno, invece, serve a un’altra persona. Me l’ha appena ricordato per la terza volta.

CONTATTI & COLLABORAZIONI

Hai una proposta?
Sentiamo.

Musica, progetti, collaborazioni. Raccontami cosa hai in mente: i messaggi vaghi li lascio già alle chat.

* Campi obbligatori. Il cognome puoi tenerlo misterioso.

I dati che inserisci servono solo per valutare la tua richiesta e risponderti. Non useremo la tua email per marketing o newsletter. La richiesta sarà inviata via email e conservata in un foglio Google privato. Leggi la privacy policy.

Preferenze cookie

Ho un’opinione su tutto. Qui, però, vale la tua.

TikTok · Privacy · TikTok · Cookie policy

Puoi revocare il consenso da questo pannello: disattiva TikTok e salva. I player aperti vengono rimossi. I cookie già impostati da TikTok si eliminano dalle impostazioni del browser.